mercoledì 17 maggio 2017

Ho sognato che la vita non era finita

Ho sognato che la vita non era finita.
Ho sognato che la vita continuava per una strada che arrivava all’orizzonte.
Camminavo da parecchio tempo e mi sono fermato per riposare, ma non c’era nessun cartello che indicasse la fine della strada. Che strano, mi sono detto nel sogno, c’è ancora da camminare!
C’era un bel sole. Forte. Lo sentivi massaggiarti la pelle. Un sole che ti scaldava dentro e ti faceva venire voglia di cantare.
La strada davanti a me era un rettilineo accogliente, contornato da bambini che giocavano a palla nel verde. Gli alberi piantati ai lati della strada avevano rami pieni di frutti grossi e polposi. Un vento del sud portava l’eco di musica e risate. Alcuni signori sorridevano e mi salutavano con la mano come se mi conoscessero.
E che sole, che sole, che sole pieno di gioia. Come ti scaldavano dentro quei vividi raggi di luce. Che sole, c’era!

Mi sono voltato. Sì, il mio era proprio un sogno strano. La via che avevo dietro era buia, fredda, un viottolo a forma di serpente, pieno di fango e pietre, con pozzanghere velenose quante ne vuoi. Laggiù si intravedevano paludi color notte sormontate da una foschia che metteva i brividi.
Io mi trovavo esattamente nel punto in cui finiva l’ombra della strada di dietro. Era come se fossi su una linea di demarcazione. Su uno spartiacque. Di là il buio e il freddo, di qua il sole che dà gioia.
Mi sono girato e ho camminato per la strada bella e diritta illuminata dal sole che fa cantare.
Ho sognato che la vita non era finita, ma che cominciava ora.